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Mutuo casa per lavoratori atipici: quali soluzioni possibili?

Quello del lavoro atipico, o per meglio dire precario, è ormai un fenomeno di tale capillarità da portare anche le più grandi realtà bancarie ad una presa di coscienza.
Sono infatti sempre di più le giovani coppie in una condizione di precarietà lavorativa, che necessitano di acquistare una prima abitazione.

In risposta a tale contingenza sono così nate negli ultimi anni soluzioni dedicate mirate alle categorie lavorative più deboli, anche se a costi che si rivelano sul lungo termine più elevati, aspetto motivato dal maggior rischio di frammentarietà dei pagamenti.
Ecco dunque affermarsi i mutui destinati alle categorie lavorative atipiche, ossia quei lavoratori che non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato: stiamo parlando di condizioni di lavoro a tempo determinato, contratti interinali e di rapporti di collaborazione o Co.Co.Co.

Nuove condizioni lavorative, nuovi mutui

Il lavoratore atipico costituisce un profilo esposto a interruzioni del proprio iter professionale, fattore che lo rende vulnerabile a potenziali rischi di insolvenza.
Le banche che hanno ideato le formule di seguito approfondite propongono formule caratterizzate forte flessibilità di fronte alle incognite: le opzioni proposte sono modulate in maniera tale da tamponare i momenti a rischio.

A contrappeso a questa plasticità delle condizioni vi è però spesso il vincolo alla stipula assicurativa, che subentra per i pagamenti da effettuare durante il periodo di inattività.
In linea generale il mutuo si rivela dunque più costoso dal punto di vista dello spread: in altre parole, assumendosi un maggior rischio, la banca richiede un maggior compenso.
A questo aspetto si sommano altre limitazioni, come l’età del richiedenti e il tetto alla somma erogabile dall’istituto bancario.

Quali soluzioni per il lavoratore esposto a potenziale insolvenza?

Se la vostra banca richiederà la presenza di un garante, può essere più indicato un mutuo casa tradizionale, ovverosia caratterizzato da uno spread (ovvero il margine o ricarico che ogni banca aggiunge al tasso di base quale proprio ricavo) più basso.
Questi nuovi mutui possono offrire soluzioni comode nel caso di in cui il lavoratore sia in grado di presentare alla banca maggiori garanzie.
E’ importante tenere presente che queste soluzioni mutuo casa per lavoratori atipici sono destinate solo all’abitazione adibita ad abitazione principale; per la seconda casa o locazioni per diverse finalità (ad esempio lavorative) bisogna prendere in esame soluzioni di diversa tipologia.

Le linee guida generali

Tra le condizioni in evidenza rispetto ad un mutuo classico, questi mutui, nel caso si palesi un’imprevista interruzione dell’attività lavorativa. offrono la possibilità di congelare la rata.

L’accesso a tali benefici è condizionato da severi e precisi requisiti:

  1. Età del richiedente non deve superare i 35 anni,
  2. Il contraente deve disporre di un contratto di lavoro (anche se “atipico“),
  3. Il lavoratore deve dimostrare di aver svolto un’attività lavorativa continuativa regolare di almeno 30 mesi nell’arco dell’ultimo triennio,
  4. Il rapporto rata/reddito non deve superare il 35%.

    Anche le nuove categorie lavorative potranno avere accesso ad un mutuo, con specifiche condizioni e qualche agevolazione.
    Anche un lavoratore precario da oggi può accedere ad un mutuo con formule di pagamento a tasso fisso o variabile, entro un massimale di 200,000 euro.

Le formule di agevolazione entrano in gioco in caso della perdita temporanea del posto di lavoro e permettono di:

  • Congelare il pagamento delle rate bancarie per un massimo di 6 mesi: i versamenti insoluti verranno posticipati a fine ammortamento; questa ipotesi è ammissibile però solo un numero limitato di volte durante l’intero storico del mutuo.
  • Allungare la durata del mutuo di ben 5 anni.

I limiti imposti dal mutuo casa per lavoratori atipici

Anche se a colpo d’occhio questa tipologia di mutuo sembra offrire consistenti agevolazioni a beneficio del lavoratore, l’ente erogante è – ovviamente e scrupolosamente – attento alla valutazione del rischio.
Quasi sempre, infatti, l’istituto di credito chiede la firma di un coobbligato, ovvero un fideiussore in grado di offrire garanzie per il buon esito dell’operazione nel lungo termine.
Presa coscienza di questa variabile si rivela, sul lungo raggio, un meno oneroso mutuo a carattere tradizionale.
Un altro forte limite è costituito dal capitale finanziato: in genere il tetto di prestito non supera i 150/200 mila euro.

Le soluzioni fornite da Unicredit e Intesa SanPaolo

Una delle fondazioni che ha ideato soluzioni di credito per le categorie lavorative più fragili è stata la banca Intesa SanPaolo.
La compagnia ha ideato “Domus Superflash“, formula rivolta a persone fino ad un massimo di 35 anni, con un’attività lavorativa dimostrabile almeno negli ultimi 18 mesi.

Questa formula non prevede alcun limite di importo, ed è possibile scegliere tra tasso fisso e variabile.
Di seguito è riportato un tabulato che ne illustra i dettagli:

Tasso fissoTasso variabile
Durata 40 anni 30 anni
Importo100.000 euro100.000 euro
TAN2,70%1,457%
TAEG2,880%1,654%
Imposta sostitutiva0,25% sull’importo del mutuo0,25% sull’importo del mutuo
Spese istruttorie700 euro700 euro
Quietanza pagamento rata mensile
Periodicità della rataMensileMensile
Spese di perizia320,00 euro320,00 euro

L’istituto Unicredit ha invece ideato “Mutuo Progetto Lavoro“, offerta che fissa come estremi del finanziamento una somma finanziaria compresa tra i 50 mila e i 200 mila euro.
Se la situazione reddituale del lavoratore è sufficiente non è richiesto il vincolo ad alcuna polizza obbligatoria né obbligo a designare un garante; anche questa tipologia di mutuo permette di scegliere tra tasso fisso e tasso variabile.

Le soluzioni offerte dall’istituto Banca Popolare di Puglia e Basilicata prevedono invece il doppio limite.
Tale ente impone, anche in questo caso, un limite di età pari a 35 anni ed un massimale più basso nell’importo: la somma massima finanziata è di 150 mila euro; in questa formula non è invece presente il vincolo della polizza sull’impiego.

Considerazioni finali

Vale la pena ribadire che, date le tante incognite che coinvolgono il lavoratore, le banche definiscono ex ante le percentuali di rischio associate al profilo lavorativo del contraente.
Tra i principali criteri di valutazione del rischio c’è proprio la tipologia di impiego della persona che richiede di beneficiare di tali formule di prestito.
Dunque, a fronte di alcune evidenti agevolazioni e del maggior rischio cui si espone la banca nel finanziare soggetti con un forte potenziale di insolvenza, la formula del mutuo casa per lavoratori atipici prevede un ammontare complessivo più alto rispetto ad un mutuo classico.
Ci sentiamo quindi di suggerire tali formule solo a chi non ha la possibilità di essere appoggiato da un garante.

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